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Articoli taggati ‘LAVORO’

“POLICY” PER CASELLE E-MAIL ASSEGNATE AI DIPENDENTI

20 aprile 2012 Lascia un commento

Quando in azienda viene assegnato al dipendente un “indirizzo mail aziendale” è bene chiarire al lavoratore che tale account non è “nella sua esclusiva disponibilità”. Onde evitare contestazioni e/o conflitti è opportuno adottare in azienda un particolare “disciplinare” con il quale si chiariscano bene le regole di gestione e di utilizzo dell’account stresso.

La giurisprudenza ha infatti chiarito che il lavoratore non è titolare esclusivo dell’account aziendale assegnatogli per ragioni di lavoro e, quindi, deve sapere che il datore di lavoro o altri lavoratori potrebbero accedere alla sua casella e-mail e leggere i messaggi. Infatti, in base al fatto che l’account aziendale è del datore di lavoro e che le mail sono considerate “corrispondenza aperta” (ovvero che viaggia “in chiaro”), è pacificamente escluso che il datore che guarda le mail del proprio dipendente commetta il reato di “violazione di corrispondenza” (articolo 616 codice penale).
Risulta anche possibile utilizzare per fini disciplinari i messaggi di cui il datore di lavoro sia venuto a conoscenza, purché vengano rispettate determinate procedure.
Il Garante della privacy ha pubblicato specifiche “Linee Guida del Garante per posta elettronica e internet” (del 1°marzo 2007) con le quali si prescrive ai datori di lavoro l’adozione di un «disciplinare interno»
Questo consiste un una serie di regole che danno tutte le indicazioni per il corretto utilizzo degli strumenti informatici aziendali e le informazioni sulla possibilità che tali strumenti siano sottoposti a controllo da parte del datore di lavoro.
In base alle indicazioni del Garante Privacy, nel disciplinare dovrebbe essere specificato, ad esempio:
- se ed in quale misura sia consentito utilizzare anche per ragioni personali servizi di posta elettronica o di rete, anche solo da determinate postazioni di lavoro o caselle, oppure ricorrendo a sistemi di webmail, dando indicazioni precise sulle modalità e sull’arco temporale di utilizzo
- se, e in quale misura, il datore di lavoro si riservi di effettuare controlli, specificando le particolari ragioni e le modalità;
- la specifica di quali conseguenze, anche di tipo disciplinare, il datore di lavoro si riserva di trarre qualora constati che la posta elettronica e la rete Internet sono utilizzate indebitamente.
Il disciplinare deve essere adeguatamente pubblicizzata, possibilmente con le stesse modalità previste per la pubblicizzazione del codice disciplinare di cui all’art. 7 dello Statuto dei lavoratori (cioè mediante l’affissione alla bachecha aziendale).
La legittimità dei controlli è comunque sempre subordinata al rispetto delle particolari procedure previste dall’articolo 4 dello Statuto del lavoratori.
Ribadiamo l’importanza, nelle aziende con particolare struttura, di dotarsi del disciplinare sopra sinteticamente descritto.
Studio Pezzotti

RISARCIMENTI DA RISOLUZIONI DI LAVORO IMPONIBILI IRPEF

La Cassazione, con sentenza n. 2196 depositata il 16-2-2012, ha dato una interpretazione (forse) definitiva alla questione della tassazione o meno delle somme erogate a titolo di risarcimento in occasione di transazioni relative alla risoluzione di rapporti di lavoro.

Secondo la Cassazione:

… devono essere considerati reddito da lavoro dipendente e assoggettati ad IRPEF tutti i proventi e le indennità derivanti da un rapporto di lavoro. E quindi ance la somma versata al dirigente a seguito di una transazione per il risarcimento dovuto alla risoluzione del rapporto.

Secondo la Cassazione la “fonte” della tassazione è nel collegamento tra la somma erogata e l’esistenza di un rapporto di lavoro il cui atto finale, la risoluzione contestata dal dirigente, ha fatto scattare l’erogazione di somme che risultano quindi assoggettabili a tassazione.

Diventa quindi estremamente importante pattuire, durante le vertenze in materia di lavoro, somme “lorde” in modo che l’azienda non si veda contestato in seguito l’omesso versamento di ritenute con conseguente pesante aggravio dei costi di vertenza.

… a memoria per la gestione di eventuali future transazioni in materia di lavoro

Domenico Pezzotti

cfr.: Sole 24 Ore 17-2-2012 – p. 27

VIVERE DA PROFESSIONISTA….

1 marzo 2012 2 commenti

Oggi, primo marzo 2012, il mondo dei professionisti si mobilita e cerca di far capire alla gente quale sia LA VERITA’ che si nasconde dietro tutti gli ATTACCHI e la MISTIFICAZIONE delle quali sono oggetto, da diverso tempo, i liberi professionisti.

Vivo da professionista da molti anni…. non nego di aver avuto soddisfazioni professionali ed economiche MA…. A QUALE PREZZO?

- sicuramente al prezzo di tante tante ore di STUDIO –> migliaia di ore di lettura (…haimè, generalmente non in orario d’ufficio… non ci si riesce….. prima ci sono i clienti, il telefono, la e-mail -che stanno diventando una vera ossessione!- i collaboratori, ecc. ecc.) e tante, tante ore di Corsi e Convegni per “rimanere sul pezzo”…. d’altro canto tutti si aspettano che il professionista “DOVREBBE SAPERLO….”.. come se noi comperassimo un microchip e ce lo installassimo nel cervello!

- sicuramente al prezzo di tante ore di LAVORO… la mia vita, da circa 25 anni, è scandita dall’operatività in studio dalle 7 la mattina alle 13 – un’ora di pausa pranzo con figli e moglie – e dalle 14 alle 19. SABATO=Sempre stata una giornata lavorativa…. la mattina normalmente in studio a “sistemare” le pratiche e le cose che non riesco a fare con calma durante la settimana…. il pomeriggio a leggere e recuperare “arretrati di lettura e di approfondimento”…. giornali, riviste, articoli, circolari e-mail, e-mail arretrate, ecc. ecc. ecc.

- sicuramente al prezzo di tanti giorni di FERIE… purtroppo quando le cose da fare pressano (e, si badi bene…. non sono io che vado a cercare le cose da fare…. vengono da sole…. d’altro canto se decidi di seguire un cliente non puoi dirgli “questa cosa te la faccio – quest’altra non ho tempo o voglia….”)… il senso di responsabilità ti impone di fare anche le cose che non vorresti fare o per le quali sai che non verrai mai remunerato….. fa parte del gioco.

- sicuramente al prezzo di un bel PEZZO DI VITA… il tempo passa e mi accorgo che i figli sono diventati grandi, che il tempo dedicato a loro non è stato tantissimo… spero che almeno quel poco sia stato, per loro, di qualità….  ai posteri l’ardua sentenza!

- SPESSO E VOLENTIERI anche al prezzo di ORE LAVORATE INUTILMENTE – ORE LAVORATE PER CHI FA FATICA AD ANDARE AVANTI E NON PUO’ PAGARTI….  anche questo è parte della professione anche se a qualcuno sembra impossibile che si possa lavorare senza essere pagati!  –> la PRECARIETA’ è cosa quotidiana nella libera professione e nel mondo degli imprenditori… il domani è sempre da scrivere con il punto di domanda…. solo il “crederci” e l’”impegnarsi” possono dare speranza per il futuro.

Tante sono anche le soddisfazioni in questo lavoro, soprattutto di riconoscimento professionale e di rapporto personale con tanti clienti:

- Innanzitutto l’aver costruito uno studio mio, grazie all’aiuto dei miei collaboratori, ed avere oggi una struttura che da lavoro a me ed ad altre persone

- In secondo luogo la rete di amici/colleghi con i quali vivo l’esperienza professionale…. a loro un grazie per il sostegno e per l’aiuto che mi danno nei momenti (tanti!) difficili della professione

- In terzo luogo la facoltà di utilizzare un po’ del mio tempo (poco… ma si fa quel che si può) per seguire e aiutare le realtà locali nella gestione delle questioni burocratico-amministrative… un’attività che mi pesa e che sovente mi “pressa”…. ma che sento il dovere di fare senza se e senza ma.

- Il successo del presente Blog, nato come mia “riserva di memoria”, è anche fonte di soddisfazione… grazie a tutti i lettori!!

LA SODDISFAZIONE PIU’ GRANDE E’ E RIMANE QUELLA DI AVER CONTRIBUITO CON IL MIO LAVORO A CRESCERE UNA FAMIGLIA CHE MI APPREZZA E CHE MI VUOLE BENE… UN GRAZIE GRANDE A MIA MOGLIE ELENA ED AI MIEI FIGLI PER LA LORO PAZIENZA E PER LA LORO COMPRENSIONE.

Oggi primo marzo si svolge il “Professional Day”, ovvero la giornata in cui noi professionisti cerchiamo di far capire alla gente quante menzogne vengono diffuse da certi organi di stampa riguardo al nostro lavoro…. come al solito si spara “nel mucchio” e si portano in evidenza i “casi limite” (non ci può certo dire che tutti i professionisti siano “stinchi di santo”… ma questo vale per tutte le categorie di lavoratori!). La verità è ben altra… non ve la anticipo ma vi invito a leggere l’articolo di Marino Longoni su Italia Oggi del 27-2 scorso… Ve lo riporto di seguito:

LA GRANDE MISTIFICAZIONE
Una valanga di fango si sta abbattendo sui professionisti italiani e rischia di travolgerli.
Si tratta di menzogne, insinuazioni, mezze verità e travisamenti che, martellati in continuazione dai più importanti mezzi di comunicazione, alla fine si sono sedimentati nell’opinione pubblica e hanno creato il terreno propizio per riforme legislative che potrebbero avere conseguenze devastanti.
I professionisti vengono rappresentati come una casta di privilegiati, un freno allo sviluppo economico. Un retaggio di corporazioni medioevali che non avrebbero più senso in una società sempre più aperta e competitiva. Da qui l’esigenza delle liberalizzazioni, proposta come ricetta salvifica per il paese, per i giovani, per i consumatori.
È incredibile di quante falsificazioni venga nutrita quotidianamente l’opinione pubblica e quanto tutto ciò alla fine risulti efficace. Banali mistificazioni, funzionali a interessi ben precisi di Confindustria, che vuole spianarsi la strada per la conquista del mercato dei servizi professionali, vengono camuffate da ricette all’ultimo grido per la crescita del paese.
Per cercare di porre un argine a questa ondata che rischia di travolgerli, i professionisti stanno organizzando la giornata del professional day. Il primo marzo una teleconferenza (trasmessa in diretta da ClassCnbc, sul canale 507 di Sky, e dal sito www.italiaoggi.it) riunirà virtualmente 150 assemblee sparse su tutto il territorio nazionale. Le professioni ordinistiche proveranno a fare fronte comune, a spiegare le loro ragioni, ad uscire dall’angolo nel quale stanno per essere schiacciate dall’aggressione mediatica e politica degli ultimi mesi.
La sconfitta delle professioni sarebbe un brutto colpo per il paese. A gioire sarebbe solo il vecchio mondo dei poteri forti, Confindustria e sindacati in testa, quelli che hanno governato di fatto negli ultimi 50 anni e pur avendo una legittimazione sempre più usurata, pretendono di continuare a farlo. Sono gli stessi che hanno creato la montagna di debito pubblico che sta schiacciando il paese, quelli che hanno permesso la creazione di una pubblica amministrazione elefantiaca e inefficiente, che hanno sempre privatizzato gli utili e pubblicizzato le perdite. E adesso vogliono le liberalizzazioni (degli altri).
In realtà le professioni sono la parte più sana e vitale del paese. L’unica in grado di surrogare le incapacità e le lentezze della pubblica amministrazione. Bisogna ringraziare la dedizione quotidiana di due milioni di professionisti se il paese non è ai livelli dei paesi del socialismo reale, non certo i lobbisti di Confindustria e i loro scherani. E allora è forse giunto il momento di uno scatto d’orgoglio, di dire chiaro che non c’è nessuna riforma possibile della pubblica amministrazione se non nel segno della sussidiarietà. Che significa snellire gli apparati e gli uffici pubblici (quindi anche le clientele e le inefficienze) e aumentare il ruolo di certificazione e di supporto delle professioni. Avvocati, commercialisti, periti industriali, architetti già svolgono un ruolo di surroga essenziale in molti campi. L’unica riforma utile al paese è quella che allarga queste competenze e queste funzioni. Più professionisti, meno burocrati. Sarebbe una vera inversione di rotta nel segno della responsabilizzazione, dell’efficienza, del contenimento dei costi. In realtà, una strada obbligata per un paese che ha perso il suo modello di sviluppo e sembra avere di fronte solo un vicolo cieco.
 
Marino Longoni
da Italia Oggi, lunedì 27 febbraio 2012
Con la speranza di aver contribuito a conoscere meglio la verità che si cela dietro il mondo delle professioni (almeno quello svolto dalla maggior parte dei professionisti…).
Domenico Pezzotti

DATORI DI LAVORO – ISPEZIONI PROGRAMMATE IN LOMBARDIA

18 febbraio 2012 Lascia un commento

Leggo sul Sole 24 Ore del 10.2 che il Ministero del Lavoro ha programmato oltre 138.967 ispezioni sui datori di lavoro italiani.

13690 sono invece le ispezioni programmate nei confronti delle aziende operanti nella regione LOMBARDIA.

Le ispezioni saranno mirate a individuare principalmente l’esistenza di rapporti “totalmente in nero” o che impiegano “clandestini extracomunitari” (con “attenzioni particolari” alle imprese dei settori EDILIZIA e AGRICOLTURA).

Il Programma passerà tuttavia al vaglio anche altri tipi di rapporto per verificarne la genuinità… in particolare potrebbero essere interessati da una visita tutti i datori di lavoro che hanno in essere contratti di:

  • distacco di personale (sia come distaccante che come distaccatario)
  • appalti di servizi
  • lavoro intermittente
  • lavoro “a vouchers”
  • lavoro part-time
  • collaborazioni coordinate e continuative o a progetto
  • associazioni in partecipazione
  • prestazioni di manodopera con partita IVA
  • prestazioni di lavoro autonomo ex. art. 2222 cc

L’Inail ha invece in programma controlli mirati su segnalazioni provenienti da particolari banche dati di aziende che non hanno posizioni aperte con l’Istituto e con particolare attenzione all’imprenditoria “cinese”, al settore degli asili nido privati ed a quello della piccola pesca.

Le imprese edilizie vedranno intensificati i controlli nei loro confronti con riferimento alla specifica materia della Sicurezza sui cantieri.

Raccomandiamo ai clienti ed ai lettori in genere di verificare bene le tipologie di rapporto in corso con tutti i soggetti che operano “per e in” azienda… particolare attenzione ai contratti di Appalto che devono essere “genuini” e non nascondere “mere prestazioni di manodopera”. LE SANZIONI PER ILLECITA SOMMINISTRAZIONE (rato che generalmente si configura dietro un appalto illecito di servizi) SONO ELEVATE E COMPORTANO LA DENUNCIA ALL’AUTORITA’ GIUDIZIARIA.

Cordiali saluti.

Domenico Pezzotti

cfr.: Sole 24 ore 10-2-2012 – p. 31

ASSUNZIONI O VARIAZIONI URGENTI DURANTE LA CHIUSURA DELLO STUDIO – COME FARE

24 dicembre 2011 Lascia un commento

La presente per ricordare che la normativa da la possibilità ai datori di lavoro di effettuare comunicazioni provvisorie nei periodi in cui gli studi sono chiusi per ferie o per festività.

A tal fine invito gli interessati a leggere il post del 6 agosto 2010 nel quale abbiamo spiegato in dettaglio la procedura da attivare e messo a disposizione la modulistica da utilizzare.

Il post in questione lo potete raggiungere cliccando sul seguente link: ASSUNZIONI E COMUNICAZIONI URGENTI NEI PERIODI DI CHIUSURA DELLO STUDIO

Lo studio ricorda che per improrogabili ed effettive situazioni di urgenza è possibile chiamare i numeri telefonici messi a disposizione con le consuete circolari di chiusura studio e nella comunicazione esposta sulla cassetta postale dello Studio.

A tutti i più vivi Auguri di Buon Natale da tutto lo Staff di Studio.

Studio Pezzotti

INDICAZIONE MOTIVI NEL CONTRATTO A TERMINE – INTERESSANTE SENTENZA DELLA CASSAZIONE

17 ottobre 2011 Lascia un commento

Segnalo una importante sentenza della Cassazione, la n. 11358 del 24 maggio 2011 con la quale la Corte ha precisato l’ambito di specifica dei motivi di ricorso al Tempo Determinato nei rapporti di lavoro subordinato.

La Cassazione ha ribadito questi importanti princìpi:

  • in caso di assunzione per ragioni di carattere “sostitutivo” la norma vuole che l’indicazione dei “motivi” nella lettera di assunzione assicuri “trasparenza” e “veridicità” alle cause che legittimano l’apposizione del termine nonchè l’”immodificabilità” nel tempo delle cause stesse
  • nelle realtà complesse non risulta necessario specificare la persona da sostituire ma è sufficiente indicare, come causa di ricorso al Tempo Determinato, oltre che la necessità di sostituire lavoratori assenti anche ulteriori elementi che consentano l’identificazione del numero dei lavoratori da sostituire -anche se non indicati per nome-. (quindi, ad esempio: l’ambito territoriale di riferimento, il luogo della prestazione lavorativa, il reparto, le mansioni dei lavoratori da sostituire, il loro diritto alla conservazione del posto, ecc. ecc.)
  • rimane fermo il fatto che il presupposto che legittima il ricorso al Tempo Determinato deve essere effettivamente sussistente.

Colgo l’occasione per segnalare che, quando si appone un termine in sede di instaurazione di un rapporto di lavoro subordinato, è necessario che:

  1. Siano effettivamente sussistenti cause che legittimano il ricorso all’apposizione del termine (es. sostituzione di dipendente in maternità, imprevisto picco di lavoro, attività particolari e straordinarie, ecc. ecc.)
  2. Tale cause siano indicate nel contratto di lavoro NON GENERICAMENTE (es. commessa straordinaria) ma dettagliate in modo da consentire la verifica della loro sussistenza (es. commessa straordinaria cantiere xyz) e del carattere di straordinarietà
  3. Le cause possono essere di tipo legale o contrattuale…. è importante controllare bene il contratto collettivo nazionale di lavoro e verificare quali sono i MOTIVI ED I LIMITI di ricorso al lavoro a Tempo Determinato
  4. Venga stipulato un CONTRATTO DI LAVORO ANTERIORMENTE ALL’INIZIO DELL’ATTIVITA’ DEL DIPENDENTE; nel contratto di lavoro DEVONO NECESSARIAMENTE RISULTARE SIA L’APPOSIZIONE DEL TERMINE CHE LE CAUSE LEGITTIMANTI IL RICORSO AL TEMPO DETERMINATO
  5. Non bisogna mai occupare il dipendente PRIMA di aver sottoscritto il contratto contenente le clausole (motivi e data termine) relative al Tempo Determinato. Occupare il dipendente senza atto scritto equivale ad aver fatto una assunzione a tempo indeterminato!!

Ricordo che il mancato rispetto delle basilari regole sopra esposte può portare alla declaratoria di illegittimità del termine apposto al contratto di lavoro con la conseguenza che il rapporto instaurato deve considerarsi A TEMPO INDETERMINATO SIN DALL’INIZIO.

Una siffatta declaratoria comporta, normalmente, che il licenziamento del lavoratore avvenuto allo scadere del termine illegittimamente apporto E’ DA CONSIDERARSI ILLEGITTIMO con tutte le conseguenze che questo comporta (pagamento delle retribuzioni per il periodo di assenza del dipendente dalla data di licenziamento alla data di reintegro + indennità per licenziamento illegittimo / reintegro del lavoratore in azienda con rapporto a tempo indeterminato)……

Con la speranza di aver fornito un’utile informazione porgiamo cordiali saluti.

Studio Domenico Pezzotti

cfr.: Circolare Lavoro e Previdenza n. 28 dell’11/7/11 + n. 30 

MANUALE INAIL PER VALUTAZIONE STRESS DA “LAVORO CORRELATO”

25 agosto 2011 Lascia un commento

Come più volte ribadito il nostro Studio non si occupa di “Sicurezza sul Lavoro” in quanto riteniamo che la materia debba essere seguita da figure dotate di particolare specializzazione ed da un team di professionisti con conoscenze che spaziano dagli aspetti amministrativi a quelli più squisitamente tecnici.

Riteniamo tuttavia interessante informare che il Dipartimento medicina del lavoro (ex Ispesl) ha messo a disposizione gratuita delle imprese un metodo unico e integrato per l’analisi e la gestione del rischio dello stress da lavoro correlato, che tiene conto del Testo unico sulla sicurezza (D.Lgs. n.81/08) e delle sue successive integrazioni.

La normativa sulla valutazione dello “Stress lavoro-correlato” impone alle aziende di effettuare una specifica valutazione in merito alla presenza in azienda di situazioni di stress che possono negativamente influire sulla capacità delle maestranze di “evitare” situazioni di infortunio.

Tornando al “metodo” informiamo che sul sito dell’INAIL, effettuando una ricerca “valutazione del rischio stress lavoro correlato” si accede ad una pagina ove è necessario registrarsi; dopo la registrazione si accede ad una “piattaforma basata sul modello Management standards approntato dall’Health and safety executive (Hse).

Il “metodo” predisposto mette a disposizione:

1) una lista di controllo da utilizzare nella fase di valutazione preliminare, che consente di rilevare numerosi parametri tipici delle condizioni di stress;

2) un questionario da utilizzare nella fase di valutazione della percezione soggettiva dei lavoratori, utile all’identificazione e alla caratterizzazione del rischio da stress lavoro-correlato e delle sue cause;

3) una guida per la predisposizione dei focus group

Il Sito mette propone un interessante quadro normativo e la spiegazione del percorso “metodologico” utilizzato per la valutazione del rischio.

E’ disponibile anche un “manuale” in PDF che può essere direttamente visualizzato o scaricato cliccando QUI.

Ci auguriamo che l’informazione possa essere utile per tutte le aziende e i datori di lavoro tenuti alla predisposizione della “valutazione” legata al rischio STRESS LAVORO-CORRELATO

Cordiali saluti.

Domenico Pezzotti

CONTROLLI 2011 – IL DECALOGO DELLA GUARDIA DI FINANZA

9 aprile 2011 Lascia un commento

Leggo con interesse, e ne presento un breve riassunto, un articolo del 24 ore 1-4-2011 (non è un pesce d’aprile!!).

L’articolo richiama un documento di istruzioni con il quale sono state impartite alla Guardia di finanza direttive sulle priorità di controllo da effettuare nel 2011.

In sintesi queste sono i DIECI PIANI ai quali la GdF (e l’Agenzia Entrate) dedicheranno molta della loro attenzione:

  1. CONTRASTO AL FENOMENO DEL SOMMERSO (RICAVI E LAVORO NERO) NEL SETTORE EDILIZIO-RISTRUTTURAZIONI (piano “Pandora5″)
  2. CONTRASTO AL FENOMENO DEL SOMMERSO (RICAVI E LAVORO NERO) NEL SETTORE DEI LAVORI DI RIQUALIFICAZIONE ENERGETICA (nome del piano “Prometeo2″)
  3. CONTROLLI MIRATI SULLE SITUAZIONI DI REDDITO INCONGRUO RISPETTO AL TENORE DI VITA MANIFESTATO ED AL POSSESSO/UTILIZZO DI BENI INDICATORI DI CAPACITA’ CONTRIBUTIVA (piano “Perseo2″ – l’azione in questo senso è congiunta con l’Agenzia delle Entrate e viene comunemente segnalata anche con i termini di accertamento da REDDITOMETRO o SPESOMETRO – per il 2011 sono previsti 40.000 controlli)
  4. CONTROLLO SUI PROFESSIONISTI: DUE LE DIRETTRICI –> A) CONTROLLI SUL RISPETTO DEGLI OBBLIGHI ANTIRICICLAGGIO –> B) CONTROLLI “ANTI-EVASIONE” MIRATI SUI RICAVI E SUI REDDITI DELLE ATTIVITA’ PROFESSIONALI (piano “Income Zero 2″ … un nome assolutamente indicativo di cosa si stia “cercando”!!)
  5. CONTROLLI IN CHIAVE ANTI-FRODE SULLE TRANSAZIONI ASSISTITE DA DICHIARAZIONI D’INTENTO (piano “Sponsio 2″)
  6. CONTROLLI SULL’EVASIONE PERPETRATA ATTRAVERSO L’INDICAZIONE IN DOGANA DI VALORI INFERIORI RISPETTO A QUELLI REALI DEI BENI IMPORTATI (piano “Tessili Cinesi”)
  7. CONTROLLI SULLE COMPENSAZIONI DEI CREDITI PER “SCOVARE” LE INDEBITE COMPENSAZIONI E L’UTILIZZO DI CREDITI INESISTENTI O FITTIZI (piano “Crine”)
  8. CONTROLLI SULLE TRANSAZIONI DOGANALI PER LA VERIFICA DI EVENTUALI ABUSI NELL’UTILIZZO DI ESENZIONI DOGANALI (piano “Regime 4200)
  9. CONTROLLI SULL’UTILIZZO DI APPARECCHI DA GIOCO, SUI CONGEGNI DA INTRATTENIMENTO E SUL SETTORE DELLE SCOMMESSE PER L’INDIVIDUAZIONE DI ILLEGALITA’ E/O ALTERAZIONI NELLE APPARECCHIATURE (piano “Ghost Slot 5″)
  10. CONTROLLI SUL MERCATO DEI “ROTTAMI D’ORO” PER EVIDENZIARE LE EVASIONI DERIVANTI DA CESSIONI “MERAMENTE DOCUMENTALI” (piano “Gold Scrap”).

La segnalazione credo debba interessare TUTTI GLI OPERATORI che in qualche modo operano nei settori che saranno interessati dai controlli…. per quanto riguarda i clienti dello studio segnalo di fare particolare attenzione alla regolarità dei documenti e delle transazioni ai seguenti operatori:

IMPORTATORI – ESPORTATORI, AZIENDE DEL SETTORE EDILE (EDILIZIA PURA, IMPIANTISTICA, LAVORAZIONI COMPLEMENTARI, MANUTENZIONI), LIBERI PROFESSIONISTI (massima attenzione alla normativa antiriciclaggio che ci coinvolge tutti!), IMPRESE CHE RICEVONO O RILASCIANO DICHIARAZIONI D’INTENTO, IMPRESE CHE HANNO UTILIZZATO O CHE STANNO UTILIZZANDO CREDITI ERARIALI IN COMPENSAZIONE, ESERCENTI PUBBLICI ESERCIZI CHE DETENGONO APPARECCHI DA INTRATTENIMENTO (VIDEOGIOCHI – SLOT MACHINES – ECC.).

Invito in particolare tutti i lettori a verificare con il proprio consulente la situazione del reddito -magari con visione dinamica negli ultimi 4 o 5 anni- ed a fare le opportune considerazioni con il possesso di beni, le spese effettuate negli ultimi anni ed in particolare nel 2009-2010-2011, l’esistenza di un tenore di vita “esternalizzato” che sia non congruo con i redditi familiari dichiarati.

Ricordo infine che il fisco sta facendo largo uso dei social network e della “rete internet” in generale per acquisire una marea di informazioni utili agli accertamenti….  attenzione dunque a cosa si ostenta “chiacchierando” su Facebook o “postando” fotografie relative a viaggi, vacanze, clubs prestigiosi, acquisto di auto/moto/barche/roulottes, ecc. ecc…..   il fisco potrebbe utilizzare anche queste informazioni per confezionare e dar maggior valore ad eventuali accertamenti “sintetici” sul contribuente.

Ultima segnalazione che può aiutare a muoversi nella nuova giungla dei controlli è quella relativa alla questione redditometro… riporto quanto segnalato in un articolo di Eutekne.info:

“……Il nuovo redditometro, più che su beni acquistati, si concentrerà dunque sulle spese, di qualsiasi natura esse siano, dal momento che oggi l’Agenzia delle Entrate può disporre di una banca dati imponente, quanto a varietà d’informazioni. Quindi si parla di consumi energetici, telefonici, di investimenti.
Su questo ultimo aspetto, in particolare, la Dott.ssa Orlandi ha invitato i funzionari dell’Agenzia presenti in sala alla massima attenzione. I finanziamenti soci fatti alle società di comodo, gli investimenti azionari e i trasferimenti di denaro all’estero sono tuttiindicatori di ricchezza che dovranno essere utilizzati nel nuovo redditometro.
Follow the money, si diceva ai tempi del Watergate. Attenzione non solo ai SUV, allora, ma soprattutto ai flussi di denaro”

… attenzione dunque davvero a tutte le movimentazioni di denaro che, spetto e volentieri, vengono fatte con una leggerezza che, da “domani”, potrebbe costar molto cara.

Con la speranza che i messaggi siano adeguatamente recepiti cordialmente saluto.

Domenico Pezzotti

cfr.: IL SOLE 24 ORE 1-4-2011 – P. 31

BONUS CHIUSURA PER COMMERCIANTI/ESERCENTI/RAPPRESENTANTI

21 marzo 2011 1 commento

Segnaliamo che il Collegato Lavoro (L. 183/2010) ha riaperto fino al 31 DICEMBRE 2011 il termine concesso agli operatori autonomi del settore “commercio” per poter cessare l’attività, riconsegnare la licenza e ricevere un “indennizzo” di accompagnamento alla finestra che da diritto alla pensione.

Il “Bonus Chiusura” spetta ai commercianti, agli ambulanti, agli eventuali coadiutori, agli esercenti attività di somministrazione al pubblico di alimenti e bevande nonché agli agenti e rappresentanti di commercio.

I “soggetti” di cui sopra devono, entro il 31 dicembre 2011:

  • aver compiuto 62 anni di età, se maschi o 57 anni se femmine
  • essere iscritti, nel momento in cui cessano l’attività, da almeno 5 anni nella gestione speciale “commecianti” dell’INPS (come titolari di posizione o come collaboratori-coadiuvanti)
  • cessare completamente l’attività commerciale
  • consegnare al Comune l’autorizzazione/licenza
  • cancellarsi da eventuali Albi (es. rappresentanti) e dalla Camera di Commercio

In seguito alla cancellazione gli interessati dovranno presentare all’INPS specifica domanda di incentivo. LA DOMANDA DEVE ESSERE PRESENTATA ENTRO IL 31 GENNAIO 2012.

L’INCENTIVO SPETTANTE E’ PARAGONABILE AD UN “PREPENSIONAMENTO”; IL COMMERCIANTE RICEVERA’ INFATTI UNA SOMMA IN DENARO PARI AL TRATTAMENTO MINIMO DI PENSIONE (467 EURO MENSILI NEL 2011) RICONOSCIBILI DALLA DATA DI CESSAZIONE DELL’ATTIVITA’ E SINO ALLA DATA DI ACCESSO ALLA PENSIONE

L’incentivo cessa di essere erogato in caso di ripresa di qualsiasi attività, sia essa in forma autonoma che in come lavoratore dipendente. L’incentivo è infatti incompatibile con qualsiasi forma di attività lavorativa.

La domanda può essere presentata direttamente o (meglio) tramite patronato; alla stessa vanno allegati una serie di documenti tra i quali segnaliamo: documentazione comprovante la cessazione dell’attività, documentazione comprovante la riconsegna dell’autorizzazione e la cancellazione da Albi-ruoli-Rec-CCIAA.

I lavoratori autonomi “commercianti” che sanno di avere i requisiti sopra indicati sono invitati a valutare l’opportunità offerta dalla norma.

Cordiali saluti.

Studio Pezzotti

cfr.: Italia Oggi 28-2-2011 p. 23

 

31-03-2011 –> COMUNICAZIONE PER LA RICEZIONE TELEMATICA DEI MODELLI 730/4

15 marzo 2011 Lascia un commento

Si segnala che, in seguito al provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate prot. n°26330/2011 del 25/02/2011 è stato approvato il modello Comunicazione per la ricezione in via telematica dei dati relativi ai mod. 730-4 resi disponibili dall’Agenzia delle Entrate“.

La comunicazione deve essere presentata, entro il 31 marzo 2011 ESCLUSIVAMENTE in via telematica, all’Agenzia da TUTTI i sostituti d’imposta, direttamente o tramite un intermediario abilitato.

Segnaliamo che, causa modifiche nelle informazioni richieste nel modello, la comunicazione deve essere ri-presentata anche se già presentata negli anni precedenti.

L’invio della comunicazione è indispensabile al fine del corretto ricevimento del flusso telematico dei modelli 730-4.

I contribuenti che decidono di non affidare a terzi l’incombenza di presentazione possono , per la compilazione della comunicazione, scaricare dal sito dell’Agenzia delle Entrate l’apposito Software.

Si precisa che le comunicazioni trasmesse dopo il 31 marzo non avranno effetto per l’anno 2011, pertanto si consiglia vivamente di procedere con immediatezza ad effettuare la comunicazione o ad affidare l’incarico al proprio consulente.

Cordiali saluti.

Studio Pezzotti

cfr.: info CGN

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