Credo che possano essere di generale interesse alcune affermazioni che il Direttore Centrale Accertamento dell’Agenzia delle Entrate -Luigi Magistro- ha proposto durante un convegno alla Luiss di Roma nello scorso mese di settembre. Lo spunto per questo post mi viene da un articolo letto su Italia Oggi del 23/09/2010 che potete integralmente leggere cliccando qui.
Magistro ha sottolineato che l’Agenzia delle Entrate
sta spingendo molto e continuerà a spingere sull’accertamento degli investimenti finanziari… e che oggi c’è da stare attenti (il riferimento mi pare fatto ai contribuenti) in sede di dichiarazione, anche perché “noi” (ovvero l’Agenzia, ndr.), schiacciando un tasto, possiamo ottenere il profilo d’investimento.
Le parole di Magistro lasciano intendere che la strada maestra imboccata dall’Agenzia delle Entrate è quella del controllo dei movimenti bancari con particolare attenzione agli incrementi di valori finanziari (assicurazioni, fondi comuni, assets mobiliari, conti correnti, altre forme di risparmio…) avvenuti durante l’anno e non “accompagnati” da congrui redditi dichiarati.
La criticità attuale denunciata da Magistro è relativa alla “complessità” delle indagini in quanto sui c/c dei contribuenti vi possono essere migliaia e migliaia di movimenti; tuttavia l’Agenzia sta predisponendo un sistema che consentirà di interrogare i database in modo intelligente al fine di poter ottenere solamente le informazioni rilevanti per gli accertamenti (filtri per importo, tipo operazione, ricorrenza, ecc.)
Altro grimaldello dell’Agenzia per gli accertamenti dei prossimi anni sarà il “redditometro” ovvero il sistema di accertamento “sintetico” che basa la propria forza sul fatto che “colui che spende deve dimostrare da dove vengono i denari”… in mancanza di dimostrazione, CHE LA NORMA METTE A COMPLETO CARICO DEL CONTRIBUENTE, la presunzione legale relativa è il possesso di redditi (non dichiarati…).
Il NUOVO redditometro non è ancora ufficiale; Magistro ha tuttavia dichiarato che si baserà su circa 100 elementi di spesa che l’Agenzia riuscirà a monitorare e ad attribuire ai singoli contribuenti. Qualora gli importi “spesi” siano incongruenti con il reddito dichiarato scatterà l’accertamento ed il contribuente verrà chiamato a dare dimostrazione della sua capacità di spesa.
COME DIFENDERSI DA SIMILI ACCERTAMENTI? … innanzitutto utilizzando la testa e tenendo traccia di tutti i movimenti di denaro che vengono utilizzati per le spese “monitorate” (che, dalle indiscrezioni di quest’estate saranno gli acquisti di autovetture, immobili, acquisti “importanti” [es. mobili, arredi, gioielli, elettronica di pregio.... ?], spese di ristrutturazione edilizia, spese per risparmio energetico, viaggi particolari, iscrizione dei figli a scuole private, iscrizione a clubs esclusivi, ecc. ecc. ecc.) ma soprattutto:
- cercando di poter dimostrare sempre di aver dichiarato denaro a sufficienza per poter pagare la spesa sostenuta
- potendo dimostrare che il pagamento non è avvenuto tutto ma sarà differito anche in anni successivi
- potendo dimostrare di aver contratto un mutuo
- per le somme “prestate” da genitori, fratelli, parenti e/o amici, tenere PUNTUALE documentazione del passaggio di denaro che, si consiglia, DEVE PASSARE ASSOLUTAMENTE ATTRAVERSO CANALI TRACCIABILI (bonifico, assegni intestati e non trasferibili) e giustificato (meglio) da un minimo di contratto o accordo di finanziamento.
- per le disponibilità finanziarie da vincite, meglio conservare documentazione comprovante la vincita ed il ritiro della stessa
- per eventuali eredità conservare con cura successione e tutta la documentazione
- per le spese effettuate con i risparmi di una vita….. conservare gli estratti conto/estratti titoli/ricevute assicurazioni, ecc., anche di diversi anni fa, che aiutino a dimostrare che il denaro utilizzato è frutto di accumulo di anni….
—> in buona sostanza è necessario ricordare che L’ONERE DELLA PROVA SI SPOSTA SUL CONTRIBUENTE e che, volenti o nolenti, gli elementi di prova dovranno essere chiari, scritti ed incontrovertibili se non si vogliono avere brutte sorprese che, nel caso degli accertamenti da redditometro, possono arrivare a costare anche parecchio.
Con riserva di aggiornamento delle informazioni ci proponiamo di mettere a disposizione una circolare informativa maggiormente esaustiva.
Domenico Pezzotti